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In ricordo di Gabriel Garcia Marquez

Non si può non ricordare lo scrittore colombiano Gabriel Garcia Marquez, premio Nobel per la letteratura, scomparso il Giovedì Santo, come Ursula, uno dei personaggi di cent'anni di solitudine. Ci ha regalato tanto: pagine avvincenti, un mondo letterario ricco di visioni e di variegatissima umanità, un linguaggio torrenziale e sovrabbondante, un realismo magico che ha sorpreso e incantato tutti, un impegno civile sempre a favore dei diseredati, uno sguardo inedito sul Sudamerica e sui suoi problemi sociali.

Ho letto molte opere di Marquez. Citerò quelle che più mi sono rimaste nel cuore. Cent’anni di solitudine resta al top della mia personale graduatoria di gradimento. Ero giovanissima allora, visitavo le tombe a tumulo di Populonia, sconosciute ai più ma non a noi ragazze alla ricerca di storia, arte, cultura e bellezza fra i borghi d’Italia, a bordo di una cinquecento blu, quella con i baffi. Una delle mie compagne di viaggio aveva in valigia proprio il romanzo di Marquez e, nei ritagli di tempo, fra una visita e l’altra, uno spostamento e una risata, leggeva avidamente pagine su pagine. Incuriosita dal suo interesse, me lo feci prestare. L’incipit era folgorante e mi conquistò immediatamente. Non smisi di leggerlo fino all’ultima pagina. Il mistero delle tombe a tumulo etrusche si sommava alla vita formicolante e fantasiosa di Macondo, il paese inventato da Marquez dove si svolgevano le vicende visionarie di un’umanità apparentemente folle, avvinta nelle spire di una difficile quotidianità colorata di magia.

E come dimenticare Cronaca di una morte annunciata? Anche in questo caso, impossibile interromperne la lettura. Un ambiente illuminato da una luce abbagliante, una storia avvincente, un mondo ancora una volta allucinato e travolgente. Da cui è stato tratto un bel film, con Antony Delon e Ornella Muti nel suo massimo splendore. Regista Francesco Rosi, sceneggiatore Tonino Guerra! Non sempre i film tratti da opere letterarie sono belli, questo lo è. Ricordo in particolare che rende bene i colori, la concitazione della vicenda, il ritorno del protagonista con quelle migliaia di lettere disseminate nel giardino come i sassolini di Pollicino, lettere d’amore mai aperte.

Ed infine, L’amore ai tempi del colera. Chi non l’ha letto, si precipiti a farlo. Ricco di invenzioni narrative, successivamente riprese e copiate da altri, un amore che supera i confini del tempo e dello spazio, un lieto fine che consola  e lascia uno strascico di nostalgia come la scia aperta dalla nave sul fiume, percorso e ripercorso, per vivere finalmente l’amore negato in una vita intera. E' rimasto sul mio comodino per mesi e ogni giorno, credo, l’ho aperto per leggere e rileggere. Anche in questo caso è stato tratto un film, non bello, nonostante la presenza di ottimi attori.

Grazie, Gabo. Hai portato nella nostra vita colore e fantasia. I tre libri citati li ho prestati o regalati e non sono ritornati nella mia libreria. Li riacquisto subito. Grazie ancora.

 

Gita a Trieste

Non è da tutti consumare un panino - tre quattro cinque sei panini e più, perché, si sa, l'appetito degli adolescenti è inestinguibile – e bere una bibita seduti su vestigia romane che nel mondo molti ci invidiano. Ebbene, eravamo noi, studenti e docenti delle terze B ed F della scuola Galilei, dirigente compresa. Tutti soddisfatti nel muoverci in libertà fra  resti di mura, colonne e capitelli dell’antico foro romano del Colle di S. Giusto, frequentato anche dagli immancabili piccioni, corvi e cornacchie, a cui offrire una patatina, un pop corn, un dolcetto per saziarne la fame e alleviarne la solitudine. La guida ci ha detto che si poteva.

La visita alla città di Trieste è stata un viaggio sostanzioso - così verrebbe da dire rimanendo nella metafora alimentare -  ricco di cibo per la cultura e per lo spirito. Storia, Scienza, Religione. Risiera di S. Sabba, foiba di Basovizza, resti romani e medioevali, castello e Basilica di S. Giusto, borgo dell’imperatrice Maria Teresa d’Austria (diciannove tra figli e figlie, tutti sistemati sui troni  più prestigiosi d’Europa, invidiabile davvero!),  di passaggio la cupola dell’Osservatorio astrofisico di Margherita Hack, la signora delle stelle, il manicomio aperto dallo psichiatra Franco Basaglia, una magnifica chiesa greco ortodossa, la splendida piazza Unità d’Italia…e il caffè Tommaseo, riportato con un restauro superbo all’originario stile viennese dove la dirigente, accompagnata dalla vice e da altri adulti, ha potuto finalmente sorseggiare un buonissimo caffè. Illy, ovviamente.

Tanto altro ci sarebbe da dire. Mi limiterò a lodare il comportamento corretto degli studenti, che hanno superato la prova gita a pieni voti. Molto ho imparato di loro. Per esempio, a conoscere la loro musica. Ascoltano ritmi incredibili. Ad un certo punto è partito un rap che stimolava movimenti muscolari involontari.  Ho detto, ragazzi ma qui si ripercorre a ritroso la scala evolutiva e ritorniamo allo stadio delle rane dell’esperimento di Galvani, che anche dopo morte continuavano a rattrappire le zampette staccate dal corpo… ridevano…non so se hanno apprezzato. Mi hanno spiegato che il rap ispira movimenti liberi, senza regole; vuoi mettere l’armonia del tango, pensavo io. Età diverse. Comunque, la descrizione dell’esperimento sull'elettricità di Luigi Galvani sarà assegnata come compito di approfondimento inerente la gita.


 

Nella bottiglia piccola c'è l'orto buono

Laboratorio ”Orto in Bottiglia”. Riciclo, riutilizzo e semina. Progetto “Informambiente” gestito dalle operatrici Carla e Rossana, associate di Altragricoltura Nord Est. Classi quinte Monte Grappa

 

Riutilizzando, in modo creativo e divertente, alcune bottiglie di plastica, oggi abbiamo creato un “orticello” con semi di verdure di stagione. Dopo aver trasformato le bottiglie in “vasi a riserva d’acqua” è seguita l’attività di manipolazione del terriccio, il riempimento del “vaso”, la scelta dei semi e la semina. I nostri compiti, per adesso, saranno di annaffiare i semi, curarne lo stato e raccogliere alcuni concimi naturali (bucce di frutta, foglie, fondi di caffè...) da aggiungere e mescolare alla terra. Il secondo incontro con le operatrici del laboratorio “Orto in bottiglia” sarà tra un mese quando si potranno osservare i processi di crescita di ciascuna pianta per concludere con il passaggio finale del trapianto delle piante che sono nate.

Si vedrà… Se son rose, fioriranno…

 

Mostra del libro alla Galilei

Questa mattina mi sono svegliata in preda ad un vago sentimento di malinconia. Sarà che non vivo nel mondo che vorrei, sarà che, citando il Poeta, Aprile è il più crudele dei mesi, genera / Lillà da terra morta, confondendo / Memoria e desiderio, risvegliando / Le radici sopite con la pioggia della primavera..............Non lo so.

A scuola mi ha condotto il senso di responsabilità e la promessa a partecipare che avevo fatto ai docenti. Ed invece, quando sono arrivata alla Galilei, la malinconia è lentamente svaporata in un sentimento di sollievo e gratitudine. L'auditorium coloratissimo, i ragazzi sorridenti, i genitori che nonostante la giornata dal particolare significato religioso erano presenti in buon numero, i docenti: tutti attenti ad ascoltare la presentazione della biografia di Ilaria Alpi da parte della scrittrice Gigliola Alvisi.

Storia conclusasi con la morte in Somalia della coraggiosa giornalista, insieme a quella del suo operatore televisivo Miran Hrovatin. Una storia raccontata ai ragazzi senza banalizzazioni, come ha tenuto a precisare la scrittrice alla domanda di una nostra allieva, perchè i giovanissimi sono in grado di capire tutto se spiegato con le parole giuste. Interessante mattinata, che si è snodata fra l'ascolto attivo, gli interrogativi, il via vai continuo degli acquisti, la degustazione di qualche immancabile dolcetto.

Grazie alle docenti Cangemi e Iacono, a tutte le docenti di lettere della scuola Galilei e ai genitori il cui prezioso apporto è stato indispensabile per la realizzazione dell'iniziativa.

 

PREMIAZIONE MIGLIA VERDI 2013/2014

Domenica 6 Aprile si è svolta in Prato della Valle la premiazione delle scuole di Padova che hanno partecipato  quest'anno al Concorso "MIGLIA VERDI per il 2013 -2014".

Tredici classi delle scuole primarie, con la partecipazione  di 1850 bambini, si sono "presi a cuore l'ambiente", impegnandosi per quattro settimane a percorrere il tragitto casa scuola e viceversa, a piedi, in bicicletta, con il car-pooling o con il simpatico pedibus!!

La  scuola LAMBRUSCHINI si è aggiudicata il premio speciale per aver totalizzato il maggior "numero di bollini verdi" che hanno comportato una riduzione di emissioni di 2.619,35 kg di CO2 e 817,29 g di PM10 nell'aria.

Grazie ai nostri bambini che, sostenuti  dalla partecipazione attiva dei genitori, hanno raggiunto questo favoloso risultato nell'interesse della collettività!!!!!

 

Visita alla Fattoria “La Buona Terra”

Tutte le classi della scuola Giuseppe Mazzini, hanno aderito al Progetto “Frutta nelle Scuole” che ha consentito a noi bambini di consumare, per due volte a settimana, una merenda sana e naturale.

Nell’ambito del Progetto, noi alunni delle classi seconde e quarte, rispettivamente il 22 e il 21 marzo, abbiamo visitato la Fattoria “La Buona Terra” di Cervarese S. Croce. Un’occasione imperdibile per riscoprire, attraverso un laboratorio sensoriale e manipolativo, i COLORI, i SAPORI e i PROFUMI della buona FRUTTA locale.

Dopo il laboratorio, abbiamo fatto una passeggiata all’aria aperta, durante la quale siamo stati guidati nell’osservazione delle varie PIANTE presenti nella cascina.

E per concludere, un giro tra le “abitazioni” dei diversi ANIMALI: mansuete mucche , cavalli disposti a farsi accarezzare, ruspanti galline, oche orgogliose, teneri coniglietti, candidi colombi! Che meraviglia udire, nel silenzio della campagna, il fragoroso “Chicchirichì” di un minuscolo, ma arzillo, galletto! Siamo rimasti colpiti dalla bellezza e dalla semplicità di una natura di cui, presi dalla vita frenetica di ogni giorno, spesso dimentichiamo l’importanza e la vitalità!

 
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Oggi: 23 Apr 2014
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