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Io Tarzan, tu Jane

I Colli Euganei, oltre innumerevoli spunti naturalistici e riferimenti storico-letterari, offrono anche numerose opportunità di praticare avventurose attività sportive. Lo hanno recentemente sperimentato le classi I B e I F nel corso di una splendida giornata all'interno del Parco-avventura “Le Fiorine”, luogo ideale per vivere un'esperienza emozionante misurandosi nei percorsi aerei tra gli alberi e nel trekking.

In generale non si è trattato solo di una messa alla prova delle proprie abilità sportive perchè le attività -che si svolgono in totale sicurezza sotto lo sguardo attento degli istruttori- sono veramente alla portata di tutti: i più arditi e i più timidi, i più sicuri e i più timorosi. Imbragati, dotati di caschetto, moschettoni e carrucola, tutti i ragazzi si sono misurati nei percorsi adatti alla loro età.

Sospesi tra gli alberi ad alto fusto, sembravano coloratissimi frutti, presenze vocianti ed allegre che si stimolavano ed incoraggiavano a vicenda, dandosi consigli e scambiandosi impressioni ed emozioni. L'attività si è configurata quindi non solo come sano divertimento, ma anche come momento di crescita, sia per i singoli sia per il gruppo classe e il valore sportivo si è sommato al contatto stretto con la natura -il che per ragazzi di città è occasione preziosa- in una sinergia che ha stimolato fortemente i ragazzi mettendoli di fronte al riconoscimento della prova e allo sforzo per superarla, al confronto con la propria emotività, al reciproco sostegno e alla collaborazione. E poi sentirsi un po' Tarzan o Jane... vuoi mettere?

 



 

Giornata della terra

 

Convocazione Collegio Docenti Unitario

Il Collegio è convocato in data 20 aprile 2017 ore 16,45 - 17,15. Vedasi documento in area riservata docenti.

 

Donato, scultore fiorentino

Siamo in via Roma, all'esterno della chiesa di Santa Maria dei Servi. Per gli alunni di I A e I F inizia da qui il percorso ViviPadova che li porterà alla scoperta di un artista, Donatello, che seppe dare una nuova impronta all'arte padovana del Quattrocento. Donatello arriva nella città del Santo nel 1443 forse chiamato dal mecenate fiorentino, esule a Padova, il nobile Palla Strozzi. Padova, dal punto di vista artistico, era all'epoca sicuramente più provinciale di Firenze, ma sede di una grande università, che già dalla fine del XIV secolo aveva sviluppato una nuova sensibilità, quella umanistica.

Donatello è già scultore maturo e famoso. Lo accompagnano espressioni di apprezzamento, fama e molti aneddoti tra cui, famosissimo, quello del Cristo contadino. Così Brunelleschi, amico di Donatello, aveva definito il Cristo donatelliano in Santa Croce, a Firenze, perchè, secondo lui, era privo di solennità e delle proporzioni che si confacevano a un soggetto sacro. Sfidato a fare di meglio, Brunelleschi scolpì quello ora in Santa Maria Novella. Una volta terminato, alla sua vista, a sorpresa, Donatello rimase così colpito da lasciar cadere quanto comprato al mercato e destinato al pranzo con l'amico esclamando: “A te è conceduto fare i Cristi, Filippo, et a me i contadini”.

Anche il Crocifisso ligneo  nella Chiesa dei Servi presenta tratti di spiccato realismo e robustezza, ma è proprio in questo che risiede la novità dell'artista di cui gli alunni hanno continuato la scoperta spostandosi alla Basilica del Santo. In piazza del Santo, all'angolo con via Cappelli, una lapide posta sulla facciata di una casa di color rosso ricorda che qui dimorò Donatello nel corso del suo decennio di permanenza in città. Vicino, presso il canale S. Chiara, sorgeva l'antico maglio, un'officina utilizzata dai fabbri per fondere e battere i metalli. Quei capolavori di cui abbiamo la fortuna di poter godere, le sculture e i bassorilievi dell'altare del Santo, il magnifico monumento equestre a Erasmo da Narni, detto il Gattamelata, sul sagrato della Basilica, sono il frutto di genio, certo, ma pretendevano tanta fatica. Era un lavoro duro e sfiancante quello della fusione delle statue in bronzo secondo il metodo della cera persa.

Dopo un decennio di intensissimo lavoro e tante e laute commissioni, Donatello tornò a Firenze. La sua parabola artistica andrà via via declinando. Aveva frequentato i più grandi del suo tempo, incontrato artisti sommi e i potenti dell'epoca. Negli anni della sua fiorente bottega, si narra fosse solito appendere una cesta piena di denaro che i suoi assistenti potevano prendere secondo le proprie necessità. Ricevette compensi ricchissimi e Cosimo dei Medici lo dotò di un vitalizio settimanale ma alla sua morte restarono da pagare 34 fiorini di affitto. Il figlio del modesto cardatore di lana, il talentuoso giovane orafo divenuto egregio scultore che i committenti si erano conteso, terminava la sua vita ad ottant' anni, povero e solo. Donato di Niccolò di Betto Bardi, detto Donatello, lasciava però un'eredità immensa essendo riuscito a infondere in tante opere realizzate in tanti materiali diversi-legno, marmo, bronzo-, quell'umanità e quella capacità di introspezione che ce lo fanno sentire tanto vicino.

 

ENGLISH THEATRE

TO BE OR NOT TO BE ... THAT IS THE QUESTION

(Scena I - atto III - probabilmente il monologo più celebre nella storia del teatro mondiale)

La vicenda di Hamlet è tanto celebre da essere ormai un archetipo della cultura occidentale e proprio stamattina le classi 3C/D/E della Don Minzoni hanno assistito a questo intenso musical che racconta in chiave rock la famosa tragedia shakesperiana.

La scena è ambientata nel Palazzo Reale del Regno di Danimarca. Il regista Edward Johnson (Peter Pan, The Wizard of Oz) sceglie di rappresentarla attraverso pannelli mobili, piattaforme divisibili e simbolici oggetti di scena che, opportunatamente disposti, definiscono in modo chiaro gli ambienti. I giochi di luce, attenti e precisi, e i colorati effetti speciali sono di grande aiuto nel contestualizzare le scene e sottolineare i momenti salienti dell'azione.

I sei giovani performer cantano dal vivo brani dei Queen, Madonna, Bonnie Tyler, Linkin Park, Muse e U2, come in un vero concerto rock. La loro gestualità ampia ed espressiva ha condotto gli studenti alla comprensione della trama, facilitata anche dalle battute riscritte in un inglese moderno e colloquiale.

Costumi, accessori e gioielli riflettono l'approccio contemporaneo di questo adattamento e allo stesso tempo identificano il ruolo sociale  dei personaggi nel Regno di Danimarca: sete, corone e diamanti sono indice della ricchezza dei regnanti , mentre pelle, jeans, sneakers e borchie caratterizzano i più giovani.

IL MESSAGGIO E' CHIARO

La vendetta non è mai giustificata e anche se essa viene usata a seguito di una profonda ingiustizia nei riguardi di un uomo retto e giusto, sarà sempre un ennesimo atto di malvagità e porterà solamente altro dolore.

Quindi un'azione completamente inutile

 

TUTTI POLIZIOTTI…ALLA MAZZINI!

Martedì 4 aprile noi ragazzi delle classi quarte del Plesso Mazzini ci siamo recati in visita al Secondo Reparto Mobile della Polizia di PD.

Entrare in una vera Caserma con veri agenti di polizia è stata un’esperienza veramente emozionante ed avvincente!

Abbiamo imparato ad effettuare una vera indagine…a prendere le impronte digitali, a trovare le prove ed arrestare i colpevoli; e che dire dell’unità cinofila! Due simpatici ed efficientissimi pastori tedeschi hanno dato prova delle loro incredibili capacità olfattive nel recuperare una “sostanza
sospetta” nascosta in una valigia tra tante. Dopo una merenda a base di calde e fragranti patatine fritte che ci sono state offerte dagli agenti, siamo saliti all’interno dei poderosi mezzi della Polizia.

A conclusione di questa bella esperienza abbiamo fatto ritorno a scuola arricchiti di nuove conoscenze…

Chissà se qualcuno di noi diventerà un giorno un nuovo agente di Polizia?!

 
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